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La strada dei marmi: scultura in cava

7 giugno 2010 - Scolpire sospesi tra cielo e terra, immersi nella nobiltà della materia, in un assoluto corpo a corpo con la forma dell’idea, sulla vetta del Monte Altissimo, a 1200 metri sul livello del mare, nell’infinita vertigine della creazione.


Sette scultori alla Cava delle Cervaiole, Altissimo 2010 - 2011
Simposio scultura in cava 2010 (Lucca)
La strada dei marmi - simposio di scultura

dal 7 al 30 giugno 2010


 Scolpire sospesi tra cielo e terra, immersi nella nobiltà della materia, in un assoluto corpo a corpo con la forma dell’idea, sulla vetta del Monte Altissimo, a 1200 metri sul livello del mare, nell’infinita vertigine della creazione. Nell’inedito scenario della cava delle Cervaiole, il simposio di scultura “La strada dei marmi” nasce per iniziativa di due artiste scandinave, da diversi anni legate alla Versilia: la norvegese Inger Sannes e la svedese Yemisi Wilson. Nel giugno 2010 partirà il progetto pilota che vedrà entrambe le scultrici protagoniste, mentre nell’estate 2011 a Sannes e Wilson si uniranno, per il completo sviluppo del simposio, Lars Widenfalk, Alena Matèjkovà, Eva Ziggy Berglund, Diana Andersson e Dag Birkeland. Un’iniziativa, a cura di Valentina Fogher, che vede la collaborazione della Henraux S.p.A. e della Fondazione Henraux.

Un fascino infinito rivestono da sempre le cave apuo-versiliesi, per quel loro specchiarsi sul mar Tirreno, per il pregio della materia che da oltre duecento anni se ne estrae, per l’antica storia che vede tra i suoi testimoni più significativi Michelangelo Buonarroti. A questo spettacolo paesaggistico va ad aggiungersi la seduzione dell’atto creativo: l’artista che incontra la materia e la fa sua, proprio laddove ha origine, plasmandola con la forza del suo più intimo sentire, nel proprio più naturale linguaggio, figurativo od astratto che sia. In queste cattedrali dalle pareti candide e vertiginose, scavate nella montagna, i sette artisti, tutti provenienti dai paesi scandinavi, saranno chiamati a confrontarsi in un dialogo serrato, imponente, assoluto con il marmo bianco dalle venature grigie che qui si estrae, uno dei più preziosi del mondo: l’arabescato.

Il simposio prevede che gli artisti salgano per quattro settimane in cava, dove, fianco a fianco ai cavatori, lavoreranno alla realizzazione delle loro opere. Ogni fase della giornata e del loro operare sarà ripreso e documentato. Piccoli gruppi di visitatori provenienti dai maggiori centri della Versilia, potranno, in orari ben definiti, salire alla cava ed incontrare gli artisti al lavoro.

“Lavorare ad una propria scultura – spiega la curatrice Valentina Fogher - con il marmo tagliato da poco dalla montagna in uno spazio dedicato in vetta alle Cervaiole, per uno scultore è come per un cristiano pregare con la più fervente passione all’interno della Basilica di San Pietro: è il massimo della purezza e della sacralità della scultura, un sogno da sempre vagheggiato che pochissimi artisti hanno potuto realizzare. Grazie alla generosità e all’amore per la scultura di Paolo Carli, direttore dell’Henraux, già da quest’anno Yemisi Wilson e Inger Sannes potranno assaporare la vertigine di scolpire là dove il candore del marmo domina incontrastato come un faro per chi lo vede dalle coste versiliesi. E per questo il Monte Altissimo – anche se non la cima più alta - è sempre stato un punto di riferimento, un’icona che spicca nella catena della Alpi Apuane. Dai suoi vertici si domina il mondo, che si apre infinito ai suoi piedi, mentre l’azzurro brillante del cielo si mescola con quello mutevole del mare. Yemisi e Inger, e il prossimo anno anche gli altri cinque scultori scandinavi, scolpiranno con questo panorama mozzafiato negli occhi, mentre nel cuore coltiveranno l’amore per il marmo, in cui saranno completamente immersi. Le loro sensazioni, il loro lavoro, le loro fatiche e grandissime emozioni saranno anche i punti salienti di un film, che sarà realizzato in loco, proprio per cercare di catturare l’assoluta freschezza di un’opportunità indimenticabile come questa e per far conoscere ai più cosa sia veramente quest’unica cattedrale del marmo e dello spirito”.

Breve nota sulla Cava delle Cervaiole e sulla storica azienda Henraux

La cava delle Cervaiole è uno dei più importanti giacimenti dell’Henraux. Della ricchezza mineraria del Monte Altissimo erano già consapevoli Michelangelo, che aveva esplorato quei luoghi intorno al 1518, e Cosimo I dei Medici che vi avviò l’escavazione dei marmi statuari nel 1568. L’azienda nasce nel 1821, quando dopo anni di abbandono dell’attività estrattiva, Marco Borrini di Seravezza costituì con il francese Jean Baptiste Alexandre Henraux una società per la riapertura e lo sfruttamento dei giacimenti. Henraux era “Soprintendente Regio alla scelta ed acquisto dei marmi bianchi e statuari di Carrara per i monumenti pubblici in Francia”. Intuì subito il potenziale economico e qualitativo dei marmi estratti e l’impresa non tardò a registrare uno straordinario sviluppo grazie anche a prestigiose commesse internazionali. Alla morte di Jean Baptiste Alexandre Henraux divenne unico proprietario il nipote Bernard Sancholle Henraux. L’azienda divenne leader in Italia del settore lapideo. Un ruolo che si consoliderà durante tutta la seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. E’ intorno agli anni Sessanta, invece, che, grazie all’illuminato amministratore Erminio Cidonio, prese avvio una significativa svolta nell’attività della storica azienda, producendo effetti destinati a riflettersi su tutto il comprensorio versiliese. L’azienda divenne il fulcro della ricerca plastica contemporanea: molti furono gli artisti internazionali, a cominciare da Henry Moore, che vi collaborarono. In poco tempo fu il punto di riferimento degli scultori di tutto il mondo. Da Jean Hans Arp a Mirò, a Isamu Noguchi. L’attenzione all’aspetto creativo fu sostenuta da numerose iniziative: dalla pubblicazione della rivista “Marmo” all’organizzazione di seminari per giovani artisti, sino alla creazione di un museo che raccogliesse le opere realizzate durante quegli stessi seminari. Infine, con la recente istituzione della Fondazione Henraux, l’azienda intende far rivivere e valorizzare la millenaria cultura del marmo che è propria di questa terra.

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GUIDA ALLA CITTA' DI LUCCA

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